Un po’ a sorpresa (ok lo ammetto, molto a sorpresa visto che mi aspettavo si fossero fatti vivi entro metà febbraio in caso…) circa tre settimane fa ricevo la convocazione per andare a fare un colloquio a Noordwijk in merito ad un eventuale lavoro all’ESTEC, il centro di ricerca dell’agenzia spaziale europea.
I tempi non giocavano certo a favore -prendermi due giorni non previsti nel bel mezzo del rush finale non è stato proprio il top- , comunque ho pensato che sicuramente ne sarebbe valsa la pena anche in caso di esito negativo vista l’esperienza di un colloquio davanti ad una commissione internazionale, etc; in più non ero mai stato nei paesi bassi se non in transito in aeroporto, quindi non disdegnavo un piccolo assaggio, considerando soprattutto che mi pagavano il viaggio: tranquillo campa, non sono entrato nella cerchia degli affamatori dell’UE, dato che ho scoperto con grande sorpresa che l’ESA non ha niente a che vedere con la UE se non che molti dei paesi membri lo sono anche dell’Unione Europea, ma sono due organizzazioni staccate e forse solo in futuro si stabilirà un nesso legale.
Ad ogni modo, il viaggio è stato movimentato come sempre lo è quando si parte da una città non proprio vicina ad un aeroporto internazionale, comunque sono riuscito a non perdere nessuna coincidenza ed arrivare verso le 22.30 in albergo; a quel punto, affamato per il viaggio senza spuntini (bel servizio SAS, ma sui voli corti niente cibarie in economy) vado al bar della lounge per un toast e una birra, e incappo in due ingegneri tedeschi dell’EADS Astrium. Non sorprendente la cosa, dato che l’albergo è convenzionato ESA e quindi stipano lì i contractor (tipo la gente dell’EADS, appunto), i consulenti, gli intervistandi etc.
La cosa gustosa è stata sentirmi dare aggratis (nel senso di non richiesti esplicitamente) consigli ed opinioni dal più anziano dei due-pensione a breve, mi diceva-, che pareva più preoccupato di me sul come gestire il futuro a 25 anni.
“E’ probabilmente una delle due, massimo tre volte della vita in cui sei a un bivio, pensaci bene a quello che vuoi fare adesso”; suona quasi intimidatorio, ma l’ha circostanziato appropriatamente devo dire, danke per i consigli e tutti a letto.
Oggi mi sveglio, colazione abbondaaaante e con calma, al che chiedo in reception cosa c’è da vedere di bello in paese visto che ho la mattinata libera: “non molto, dovresti andare an zee (la parte sul mare, io ero tipo a jesolo paese e qualche chilometro più a nord c’era jesolo lido), ma è una bella camminata da qua”. Mettiamoci pure che il tempo non conciliava, come si vede dalla foto, quindi decido di andare subito all’ESTEC pur avendo il colloquio al pomeriggio.
In qualche modo riesco a passarmela un’oretta abbondante alla Space Expo (interessante la parte storica, con cimeli originali e riproduzioni fedeli di capsule, moduli, etc), a conoscere e fare due chiacchere con gli altri intervistandi (soprattutto con due tedeschi simpatici), dopodichè in leggero anticipo sui tempi stabiliti entro e faccio il colloquio. Un austriaco e un’italiana del gruppo cui fa riferimento il posto di lavoro in questione, un francese credo dell’amministrazione parigina: non mi pare sia andato proprio male, ma la concorrenza era agguerrita; al solito “le faremo sapere”. si vedrà
ritorno in scioltezza visto che il lasco guadagnato col colloquio anticipato mi ha evitato le corse per prendere l’ultimo aereo utile quanto a coincidenza col treno da stoccolma, ennesimo taxi visto che di martedì i bus si fermano alle 11, scrivi qualche email aggiorna il blog e di nuovo tutti a letto.

estec

Sempre in riferimento a quanto dicevo prima, ovvero che l’ESA non è un ramo della UE, ho notato che tra le bandiere c’era anche quella canadese: non paese membro a pieno titolo, ma partecipano … anvedi ’ste connection