Non credevo che la storia dei carrelli appendice avrebbe suscitato un microdibattito così animato, ma la cosa non può farmi che piacere visto che mi dà lo spunto per parlare di altre cose collegate (dato anche che la cronaca spicciola langue, ndr); come filo conduttore userò il commento di matteo, tanto sorpreso quanto deluso dalle conclusioni che gli è sembrato naturale trarre dal discorso dei traslochi frequenti (grazie per il gancio, teo).

“sì, insomma, questi non hanno legami sentimentali, non hanno legami col territorio…hanno amicizie? come puoi avere fiducia di qualcuno da quelle parti?”
innanzitutto hanno legami sentimentali, solo che non essendoci nessuna etichetta da rispettare nè alcuna tradizione da non infrangere (ca**ate, secondo me), se non si va d’accordo e la cosa (la coppia) non ha più senso, si cambia. sinceramente preferisco di gran lunga questo all’ipocrisia che ho visto in molte altre situazioni (in ogni fascia d’età); conoscete tutti, tranne quaternione -un mio compagno di univ, per rispondere a mattia- una ragazza, a me moooolto vicina, che potrebbe fare qualche esempio di gente che pur di non rompere la favoletta della famigliola felice e prendersi le proprie responsabilità (con gli annessi svantaggi, sia economici che di immagine con la società) calpesta tranquillamente le aspirazioni, i desideri e in generale la vita e la stabilità di altre persone. non è che uno debba vergognarsi a 40 anni o più di ammettere di aver imboccato una strada sbagliata, può succedere a tutti.
quanto ai legami col territorio, certamente uno di queste parti si sente diverso da uno della scania, per fare un esempio, e manterrà questa sua particolarità per tutta la vita; ciò non toglie che se le circostanze gli suggeriscono di trasferirsi e non ci sono elementi che ostano alla cosa, sarebbe stupido non farlo solo perchè è trevisano e in provincia di sondrio proprio non gli pare il caso di andare. Per quanto riguarda le amicizie, diciamo che in generale la gente ne ha meno che da noi (per vari fattori, non solo la mobilità), ma salde, proprio perchè non è semplice entrare in confidenza con una persona vista la riservatezza, ma se conquisti la sua fiducia sarai ricambiato. Non essendo con gente dai 20 ai 25, tipicamente ancora senza famiglia propria, non ho avuto modo di uscire fuori dal lavoro con i locali, però non c’è una brutta atmosfera a pranzo e mi rammarico di essere arrivato qui troppo tardi per questo aspetto. Il discorso sulla fiducia mi pare presto per farlo (non ho abbastanza “dati statistici”), però non ho mai avuto problemi di correttezza interpersonale fin’ora, nè mi sembra sia un potenziale problema; d’altronde il fatto che diano risposte precise alle domande che fai, che se ci si mette d’accordo su una cosa (sia essa un appuntamento o qualsiasi altra) si fa senza ritardi e come previsto, non mi suonano come campanelli d’allarme per il momento.

“da quelle parti mi sembra che la gente sia un po’ troppo individualista e quindi tutto è sacrificato alla realizzazione di se stesso”
attenzione, il lavoro come ho già detto non è quasi mai la parte centrale della vita: è molto importante, chiaramente, visto che ti dà di che sopravvivere e può essere strumento di realizzazione personale se ti piace, ma sia per il fatto che non c’è il timore di trovarsi da un giorno all’altro con le chiappe al vento (tipo in us, ma anche da noi ultimamente), sia perchè non sono tipicamente richiesti ritmi forsennati (idem con patate), c’è molto tempo libero da impiegare come meglio si crede. Molti lo impiegano in famiglia, visto che mai come ora mi sono sentito spaesato perchè i miei coetanei, o comunque le persone dai 25 ai 30 con cui lavoro, hanno figli o ne stanno aspettando e per loro questa è la cosa più importante al momento. Delle molte ore che si hanno a disposizione, molti le impiegano per fare sport: se ne fa tantissimo e di tutti i tipi, avrete sentito parlare di Anja Pärsson, l’eroe nazionale del momento; come ho notato, “gli svedesi dedicano almeno 6 ore al giorno ai mass-media” (rif), e vi assicuro che in televisione non propinano cose da far vergognare un abbonato rai, nemmeno di domenica; a me ogni settimana arriva il giornale locale gratis nella cassetta della posta, che non sarà il foglio di ferrara ma non è nemmeno castelfranco informa nè castelfranco gratis. Popolo non molto bue, da queste parti.

Un filo conduttore a tutto ciò? vivi e lascia vivere. nessuno ti giudicherà o romperà le scatole, se non ledi i diritti degli altri e ti comporti correttamente. Puoi essere omosessuale e non subire alcuna discriminazione, nemmeno risolini in corridoio. Puoi essere uno che si veste solo di verde fosforescente e crede in una strana religione orientale, nessuno stupore, fatti tuoi. Ti si chiede solo di essere un cittadino corretto, cosa che poco ha a che vedere con la religione o in generale con quello che noi intendiamo come “decoro”; d’altronde non ho mai visto prima d’ora un posto di lavoro in cui puoi girare in ciabatte, se non vuoi tenerti gli scarponi addosso tutto il giorno, infatti molti lo fanno (impiegati, professori, etc) e la cosa è di una naturalezza tale da lasciarti di stucco, alla faccia dell’etichetta.
Nella cartamoneta non trovi niente di simile a “in God we trust”, come non c’è da nessuna parte alcun riferimento a cose che riguardano la sfera personale e che sono tue e solo tue; piuttosto ci trovi l’agnostico minimo comun denominatore, “För Sverige i tiden” (Per la Svezia – Nel tempo): non fregare gli altri -ad esempio non lavorando e vivendo di sussidi, una delle poche circostanze in cui si è malvisti dalla società-, dopodichè fai un po’ come ti pare.
Dopotutto è una filosofia che si riflette in ogni aspetto: avreste detto che questo paese è uno dei pochissimi (a parte la finlandia, che non ha mai ritenuto il caso di offendere l’urss, l’austria e l’irlanda, non me ne vengono in mente altri) paesi occidentali a non essere nella nato? neutralità in guerra, non allineamento in pace, questa è la security policy del ministero degli esteri. discutibile alla lunga, visto che se lo facessimo tutti torneremmo probabilmente al mondo dei localismi, ma fa capire come la pensino da queste parti. D’altronde non mi sembrano proprio sprovveduti, data ad esempio l’idea di liberarsi dalla dipendenza dal petrolio entro il 2020 (rif): credo che se per allora sarà finito, torneremo alla macchine a carbonella visto quanta presa hanno le energie alternative nel belpaese.
E sarei curioso anch’io di sapere cosa ne pensano un qualsiasi cardinal taldeitali o un politicante stile balena bianca di un paese che più laico non si può (e questo non è l’unico, per fortuna), ma dove se vuoi metter su famiglia -cosa che decidi tu, nessuno ti caricherà di quest’aspettativa- ti facilitano in ogni modo, dagli assegni familiari sostanziosi ai 6 mesi di permesso per paternità (non per maternità, avete letto bene). Chiedete a un giovane e osservante cattolico italiano di 30 anni chi lo aiuta a metter su famiglia, poi fatemi sapere.

sms biljett

e visto che ormai sono lanciato in polemica, volevo chiedervi se nel frattempo a castelfranco è arrivato il biglietto dell’autobus da farsi tramite sms, o se hanno almeno messo le macchinette automatiche alle fermate, sapete com’è mi ci sto abituando …