Per quanto riguarda il lavoro, annoto una piccola pillola da condividere con gli amici ing; eh già, perchè in questi giorni si combatte tenacemente per far parlare tra di loro radio che in teoria usano gli stessi PHY e DLL (lasciando all’utente la definizione degli eventuali layer superiori), in pratica parlano solo con gli amichetti prodotti dalla stessa ditta e tra di loro non vanno molto d’accordo, tipo quelli del tempo regolare con quelli del tempo pieno alle elementari, per chi le ha fatte in via puccini. Tutto si spiega, uno pensa, col fatto che questi kaiser di produttori devono infilare la loro variante proprietaria anche negli standard open, quindi sono brutti sporchi e cattivi e fanno solo perdere tempo agli studenti in tesi, invece di permettere loro di farsi i giretti a kiruna a beccarsi i -20 °C.
Peccato che se uno si legge lo standard trova un bel po’ di buchi e vaghezze che per forza deve andare a riempire in maniera arbitraria, se vuole produrre un’implementazione da vendere o semplicemente da usare, ed ecco che teeek, si spiega perchè mele e pere potrebbero fare fatica ad andare d’accordo. Cercheremo di metterle allo stesso prezzo, così che almeno si usi la stessa bilancia al banco della frutta, speriamo bene…
Per intrattenere anche i non-ing (o gli ing che si occupano di business e non si dilettano con queste cose), continuo con la mia consueta rubrica costume e società: oggi spieghiamo il mistero dei carrelli appendice. Ok, a dire il vero non l’ho nemmeno mai introdotto, quindi provvedo subito: avevo notato già dai primi giorni che tutte le stazioni di servizio hanno un gran numero di carrelli appendice nel proprio parcheggio, tutti con la grafica del distributore. In accordo a tale dato di fatto, relativamente tante macchine girano con questi carrelli attaccati al posteriore, quindi il dubbio è sorto spontaneo “e questa che roba è?”. Inizialmente ho provato a fare 2+2 e ho pensato che fossero cisterne per il carburante, visto che si prendono alle stazioni di servizio e tanti le usano, magari per riempire di combustibile il serbatoio che hanno a casa e tirare avanti di inverno (in aperta campagna magari non arriva il metano, boh). D’altronde anche mia nonna ha il riscaldamento a gasolio, pur abitando nella los angeles de noattri, ovvero nel quadrilatero venezia-padova-castelfranco-treviso, “area centrale metropolitana diffusa” secondo la definizione data dal sito della regione veneto alla sezione “trasporti”; figurarsi chi vive in campagna da queste parti, a parte i lupi non so cosa possa arrivargli direttamente a casa …
poi però ho anche pensato che:
-impossibile che, stretti come sono qui, mandino in giro normali automobili con quel quantitativo di carburante in un carrello appendice, grave problema di sicurezza;
-impossibile che, “avanti” come sono qui, con la fibra ottica che l’anno prossimo arriva in ogni casa, ed ecologicamente rispettosi come in pochi posti (curioso che più l’ambiente è inospitale più lo ami e lo tuteli… mi vengono in mente certe spiagge da noi), abbiano ancora l’inquinante riscaldamento a gasolio.
L’altra sera in autobus siamo passati davanti all’ennesimo di questi distributori, la cosa mi è venuta in mente, così ne ho approfittato per chiedere. Risultato: sono semplicissimi carrelli appendice da usare come vano bagali aggiuntivo. “E dove vanno sempre così carichi??” è stata quindi la naturale curiosità: semplice, traslocano. Ebbene sì, qui si trasloca relativamente spesso: traslochi quando esci di casa a 18 anni, per andare all’università in un’altra città, o semplicemente per andare a stare per i fatti tuoi; traslochi quando finisci l’università (ma anche durante, se trovi un partner o amici con cui abitare, e di nuovo se poi ti dividi da questi), per inseguire il lavoro dove te ne offrono uno migliore o che semplicemente ti piace di più, visto che tipicamente i legami familiari non trattengono nessuno vicino alla famiglia di origine; traslochi quando ti sposi o vai a convivere in stile pacs, visto che probabilmente nè tu nè il tuo partner siete stabili nella città x in cui vi siete conosciuti e quindi decidete a tavolino di andare a stare nella città y, in cui c’è un lavoro migliore o cose del genere. Ritraslochi quando divorzi o semplicemente cambi convivente (cose entrambe che qui mi dicono succedere più spesso che da noi), e magari ciò succede più volte dopo la prima.

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Insomma, avanti e indietro per il paese, quindi è effettivamente comodo prendere a nolo un carrello appendice alla stazione di servizio della compagnia CampaOil di Örebro e restituirlo ad una stazione della stessa compagnia, però ad Umeå (senza doverti sciroppare il viaggio inverso -800 km- solo per restituire un carrello vuoto).
I xe vanti.