innanzi tutto in bocca al lupo al milani, che proprio oggi si è trasferito in uk; chissà de vegnerte catar presto.
in secondo luogo poche news, stamattina due ore di riunione sono bastate a definire nei dettagli il piano di lavoro da qui alla fine della mia permanenza (e anche oltre, in verità, visto che è coinvolto un dottorando che continuerà, si presume, il lavoro), mentre hardware e cose da manovalanza spicciola saranno riprese lunedì in un secondo meeting con i tecnici di laboratorio, che ci daranno una mano con i chassis, la meccanica, etc.
in sintesi? praticamente è stato definito il classico piano di lavoro che incastra tutto al millimetro e non prevede contrattempi, malattie, invasioni di cavallette, spedizionieri che perdono la merce, etc, quindi basta anche una di queste evenienze per farci passare al piano b (eh mica folpi, vabbeh che “adoro i piani ben riusciti”, ma non disdegno nemmeno quelli che riescono -pure senza l’avverbio di rito-); ci siamo chiesti un po’ di volte come fare a trovare almeno un paio di settimane ufficialmente inutilizzate per essere sicuri di avere una scappatoia, ma nein, anzi nej, non c’è stato verso.
(il bello, mi sono poi chiesto/detto, è che mi sono portato l’hardware da casa -ma d’altronde chi non si porta circuiteria e integrati in valigia?- per lavorare da subito senza aspettare decisioni, corrieri, etc e sono a un discreto punto grazie a questo … a quanto pare se non lo facevo ero spacciato in partenza)
ormai qui sono hardware boy, identificato da chi passa per il mio studio -tutti, visto che è vicino alla lounge/cucina- come “quello che costruisce lo cose”, “quello che lavora a basso livello”, “quello che … cos’è che fa??” (con variabili gradi di (dis)apprezzamento, chiaramente)
anvedi come fa presto la gente a dimenticarsi che un ingegnere si suppone le cose le sappia fare oltre che pensare, e in caso che le faccia in prima persona senza aspettare i tempi di tecnici, officine che stampano pcb, etc … (e qui lo sono in molti, tirata d’orecchi)
so che comunque qualcuno mi è vicino: sì pesso, l’arte della saldatura in canottiera unta con sigaretta dalla lunga brace è viva e vegeta, anche troppo (2-3 ore al giorno, ’sti mazzi … fra poco imparo a farmi le pcb se hanno il materiale)


1 comment
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Febbraio 9, 2007 a 5:43 pm
Luca
Evvai, fiumi di fumante solder!! La mia tecnica preferita è scaldare lo stagno con la bronza della cicca, ma bisogna essere dei veri rocker x farlo!